“All’orizzonte si apre un tempo nuovo, siete chiamati a fare la differenza”

“E’ un tempo difficile, ma all’orizzonte si apre un tempo nuovo, siete chiamati a fare la differenza: tutto quello che avete imparato in Fondazione fino ad oggi, e ciò che ancora imparerete, dovrete investirlo in questa società nuova” – arrivano direttamente dai Monti Lattari i saluti affettuosi di Don Alessandro Colasanto, parroco di Lettere e Presidente della Fondazione O.I.E.R.MO.

Sono parole di incoraggiamento, quelle del Presidente nei confronti dei ragazzi dell’O.I.E.R.MO, quelli che in questi anni hanno varcato la soglia dei laboratori e quelli che si sono ritrovati a fermarsi a metà anno.

La struttura ha chiuso la porta e abbassato le serrande dei laboratori giovedì 12 marzo, dopo le disposizioni relative all’emergenza Covid-19. Sono passate circa due settimane, non è poi così tanto, eppure la mancanza e la nostalgia iniziano a fare capolino nei cuori di tutti. Doveva arrivare una pandemia per comprendere quanto fossimo affezionati al quotidiano: il saluto del buongiorno, l’odore di pulito al mattino quando varchi la porta dell’ufficio, quel cancello che di tanto in tanto si blocca, il telefono che squilla e non si trova, gli impegni che si accavallano e la stampante che fa rumore perché è finito il toner.

Ma restare accanto a chi ci sta a cuore è importane e conta molto. E allora ci si adopera, si fa quel che si può. Don Alessandro manda un messaggio all’intera “Famiglia Oiermo”, dalla Cappella delle lacrime, nella chiesa di Sant’Anna, un luogo di culto e di speranza.

Non manca una preghiera e una parola di affetto per tutti i volontari che con amore trasmettono il proprio sapere e per i dipendenti che quotidianamente si impegnano nella propria missione:

“Mi mancate tanto, mi manca ognuno di voi, con le sue preziosità. Mi manca quella bellezza che viviamo nel servizio dei giovani in fondazione. Vi affido al Signore nella preghiera e vi chiedo in questo tempo di pausa, di prepararci, perché al ritorno abbiamo un anno da continuare e dobbiamo essere pronti al cambiamento che ci aspetta”.

Ogni cosa ha un suo tempo. Quando sarà il momento, riprenderemo la vita di tutti i giorni e magari questa volta saremo capaci di darle il giusto valore. “Siamo chiamati adesso a stare con noi stessi – prosegue Don Alessandro – vi chiedo di pazientare un poco. Buona quarantena a tutti”.

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